gennaio 19, 2010 di svaroschi
(pubblicato anche su Vassar stories)
Il futuro della Pubblica Amministrazione è nella social innovation.
Lo spiega Dominic Campbell, fondatore di FutureGov, una delle più interessanti organizzazioni del settore, nella parte finale di una bella (e critica) intervista, di cui consiglio la lettura:
Most important and interesting of all is how these building blocks can be used to support public service users to make decisions for themselves, working with government to design and deliver public services that better meet the needs of the end user in which the user plays a key role.
Projects such as Southwark Circle, School of Everything and even some FutureGov projects like Enabled by Design that are leading the way in this field, working with or without government to demonstrate how the world could look in a logical progression of web 2.0 and citizen co-production. The idea that government needs to shift to act very much as an enabler of social change and action, not sole public service provider.
This will require a huge shift in mindset with a significant change management challenge ahead. It will require the government to learn to trust the people it is there to serve and work with them to redesign services to be far more co-produced and personalised. This is not about data, not about websites even. It’s about vision, brave leadership, and effective management, creating a government that is willing to prototype new approaches to public service delivery. So not much to ask then!
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gennaio 18, 2010 di svaroschi
(pubblicato anche su Vassar stories)
Un inedito post in inglese su Spindoc illustra l’intervento che Antonio ha fatto alla conferenza PDF Europe, lo scorso novembre.
La tesi è che, nel creare rapporto coi cittadini, i politici abbiano “saltato il blog” e siano arrivati al social: in pratica, con l’avvento di Facebook e altri social network, i politici e i loro staff utilizzano strumenti che implicano un rapporto più rapido, diretto e – forse – più superficiale, dato il tipo di contenuti che vengono veicolati.
La presentazione è davvero interessante e merita approfondimento e riflessione.
Provo a buttar giù qualche annotazione.
Ricordo che una delle obiezioni fatte ad Antonio durante la conferenza è stata: e quale sarebbe la differenza, in fin dei conti? Non è pur sempre una modalità di comunicazione con i propri elettori?
La risposta che Antonio diede – e che mi trovò molto d’accordo – è che il periodo iniziale di sviluppo della blogosfera, in cui il blog era praticamente uno strumento di comunicazione unico nel suo genere, ha anche permesso la nascita di fiducia e reputazione, basate su quel che si scriveva, sui link, sulla verifica delle fonti. Insomma, qualcosa di progressivo, basato sulla costruzione di un rapporto graduale e di capacità sempre maggiori di orientamento in un contesto sconosciuto e su cui non avevamo parametri.
Mia considerazione finale: Certo, questo non può necessariamente avvenire nel momento in cui leggiamo il blog di un politico, o di un sindaco, o di altre analoghe figure pubbliche: diversi sono obiettivi e punti di partenza.
Tuttavia, fatte le dovute eccezioni, non sarebbe male se si concepisse più spesso la comunicazione (stavo per scrivere “dialogo”, ma ho pensato fosse meglio non esagerare) coi cittadini non solo come messaggio – ed eventuale ricezione di commenti – ma come spazio più ampio di argomentazione, con rimando a fonti che non siano il proprio sito, con discussione di fonti diverse dal proprio sito.
Forse un “respiro più ampio” risulterebbe anacronistico?
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dicembre 8, 2009 di svaroschi
(pubblicato anche su Vassar stories)
Mi rendo conto che sono passate più di due settimane dallo svolgimento di PDF Europe e io non ho scritto praticamente nulla (o quasi).
Ho avuto ruoli differenti, da moderatrice di un panel a parte dello staff, secondo necessità: per me è stata un’esperienza personale e professionale molto importante e significativa, e non solo perché di PDF sono stata una fan per tre anni prima di collaborare con loro.
La cosa paradossale è che l’evento è stato analizzato da me in lungo e in largo prima con gli organizzatori e gli speaker, poi con gli altri amici presenti, sia a Barcellona che al ritorno in Italia.
Provo quindi a mettere insieme qualche riflessione.
Come punto di partenza segnalo i post riassuntivi (e pieni di link interessanti) di Antonio Sofi su Spindoc e di Micah Sifry su Personal Democracy.
1. Il primo obiettivo di questa conferenza era porre le basi per la creazione di un gruppo europeo di gente interessata a questi argomenti, far conoscere persone, dare la possibilità di un punto di incontro e discussione – e chissà cosa ne nascerà.
Una cosa piuttosto interessante è stata vedere l’interazione – a volte piuttosto circospetta – tra persone che lavorano nello stesso settore ma da “lati” e prospettive diverse: alla conferenza hanno preso parte politici, spindoctor, giornalisti, attivisti e molte altre categorie ancora.
Jon Worth ha provato a tracciarne una personale e semiseria schematizzazione, vale la pena dare un’occhiata.
2. Uno degli interrogativi più ripetuti riguardava l’esistenza e l’eventuale creazione di un dibattito su temi di portata europea: l’Europa è un nuovo campo di azione, politica e governo, presto o tardi dovremo rendercene conto.
Ma, se in Italia ne abbiamo appena una vaga percezione (magari dovuta alle recenti elezioni e a qualche decisione che ha fatto scalpore), ci sono nazioni che invece fanno da pionieri nel creare un nuovo tipo di sfera pubblica. Ne dà testimonianza la mappa sulla blogosfera europea che Anthony Hamelle (Linkfluence) ha presentato a PDF Europe. In realtà le nazioni studiate sono quattro: Francia, Germania, Paesi Bassi e Italia. Le informazioni su come sia stata svolta la ricerca saranno disponibili dall’inizio del 2010, vale la pena tenere gli occhi aperti. [Nell'attesa segnalo l'articolo di Raffale Mastrolonardo su Corriere.it]
3. A che punto è l’Europa? Ho provato a raccogliere un po’ di spunti in un pezzo pubblicato su Spindoc.
Come è facile aspettarsi, le prospettive nazionali sono varie e controverse e un’identità europea ancora non c’è e chissà se ci sarà mai. Ma forse è meno importante rispetto alla consapevolezza che molte decisioni si prendono a livello europeo e che occorre una sempre maggiore attenzione e informazione. E capacità di divulgazione presso i propri lettori.
I blogger europei – per quanto possa suonare paradossale la definizione – esistono e “lottano insieme a noi”. Parlano di argomenti difficili e hanno punti di riferimento che ci sono ignoti. Ma vale la pena provare a leggerli e ascoltarli. E capire che parlano di cose molto più vicine di quanto pensiamo.
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ottobre 14, 2009 di svaroschi
La quinta edizione de La città dei cittadini è in partenza con tre giorni ricchi di eventi:
Nell’ambito di quest’ultimo incontro sarò relatrice per parlare di nuove tecnologie e cittadinanza.
E le iniziative della Città dei cittadini non si fermano qui…
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aprile 19, 2009 di micromacchina
Il Laboratorio “La città dei cittadini” ideato dall’Istituzione Casalecchio delle Culture in collaborazione con Micromacchina sarà presentato come interessante case study il 22 aprile alle ore 17 durante uno degli incontri del ciclo “Conversazioni d’Europa” 2009 presso la Sala Borsa di Bologna.
Conversazioni d’Europa 2009 è un’iniziativa promossa dai servizi di informazione europea Europe Direct dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia- Romagna e del Comune di Bologna, in collaborazione con Cirdce e Centro di Eccellenza Jean Monnet dell’Università di Bologna, la Mostra Internazionale Cinema Libero di Bologna e la Rete Enterprise Europe Network.
L’iniziativa si inserisce nel calendario dell’Anno europeo della creatività e dell’innovazione, proponendo anche la rassegna cinematografica Proiezioni d’Europa e Delizie d’Europa, con l’intento di avvicinare l’Europa ai suoi cittadini offrendo occasioni di approfondimento e dialogo sui temi dell’attualità europea.
Il ciclo di incontri su tematiche d’attualità europea avrà luogo nello spazio atelier di Urban center (la saletta degli incontri) in Sala Borsa dalle ore 17 alle 19 dei giorni previsti da calendario. Dopo ogni incontro la Scuola alberghiera di Serramazzoni (MO) preparerà, per i convenuti, un aperitivo ispirato alle delizie tipiche di alcuni stati europei. Quest’anno i Paesi protagonisti sono Spagna, Francia, Ungheria e Grecia.
IL PROGRAMMA DEL 22 APRILE
Titolo dell’incontro: Il Parlamento europeo e la democrazia nell’Unione
I Relatori
Andrea Pierucci, Capo di Gabinetto del Comitato Economico e Sociale – Bruxelles
Carlo Marzocchi, Ufficio in Italia del Parlamento Europeo
Lucia Serena Rossi, Professore ordinario di diritto dell’Unione europea – Direttrice CIRDCE Università Bologna
Paola Parenti, Assessore Cultura e Politiche giovanili del Comune di Casalecchio di Reno (BO)
- Laboratorio sulla cultura della cittadinanza democratica “La città dei cittadini”
19.00 Delizie d’Europa: la Francia
A seguire, a tutti i partecipanti un coupon valido per la visione del film “Le Silence de Lorna” di Luc e Jean-
Pierre Dardenne (Belgio)
IL PROGRAMMA COMPLETO sul sito di Antenna Europe Dialogue
Maggiori informazioni sul laboratorio “La città dei cittadini”
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