Come rendere più efficace la partecipazione dei cittadini alle scelte della P.A.?

E’ questa la domanda a cui si è cercato di dare una risposta durante il convegno partecipativo promosso nella tre giorni di ParteciP.A, il salone della Democrazia Partecipativa organizzato a Modena dal 21 al 23 gennaio 2009. Si è trattato di un convegno basato sullo schema dell’Open Space Technology per permettere l’incontro e la discussione tra operatori, amministratori e professionisti. In molti abbiamo proposto temi su cui discutere per approfondire le varie sfaccettature della questione.

Di seguito vi propongo la sintesi a cui è arrivato il gruppo di lavoro che si è costituito intorno alla mia proposta di analizzare il ruolo della comunicazione nei processi partecipativi. In particolare l’argomento che si è dibattuto è stato il seguente: Come fare in modo che un piano di comunicazione faciliti i processi partecipativi?

PARTE PRIMA: ANALISI DELLO SCENARIO
Il gruppo ha preso in esame le problematiche legate alle attività di comunicazione nelle e delle PA che attivano percorsi partecipativi. E’ emerso il ruolo contraddittorio dei media tradizionali e le difficoltà della comunicazione diretta. Ecco i punti discussi:

1) COMUNICAZIONE MEDIATA: il ruolo dei media tradizionali
a) spesso viene dato troppo peso da parte dei decisori agli articoli pubblicati dai quotidiani locali
b) troppo giornalismo d’opinione, poco “giornalismo civico” e dalla parte del cittadino
c) l’eccessiva influenza dei valori notizia tradizionali

2) LA COMUNICAZIONE DIRETTA:
a) il ruolo degli house organ
b) la distinzione tra comunicazione pubblica e comunicazione di pubblica utilità (comunicazione civica) e chi ha il titolo di farlo
c) il problema della trasparenza negli output dell’amministrazione
d) il ruolo dei nuovi media (siti, newsletter) hanno grandi potenzialità, rimane il problema del digital divide e le problematiche legate alle discussioni online (moderazione, forum)

PARTE SECONDA: PROPOSTA
Integrare la comunicazione mediata e la comunicazione diretta con prodotti comunicativi (siti, pieghevoli, articoli, newsletter, webradio, webtv etc ) realizzati direttamente dai partecipanti ai percorsi inclusivi ai quali può essere fornita una formazione di base. In particolare questa metodologia che può essere definita di giornalismo civico partecipativo potrebbe riscontrare l’interesse dei più giovani (molto interessati alle nuove tecnologie) ed anzi potrebbe divenire lo strumento per coinvolgerli nei processi partecipativi.

PER SAPERNE DI PIU’: Scarica il REPORT COMPELTO con le sintesi di tutte le discussioni dal sito di ParteciP.A, il salone della Democrazia Partecipativa

Alessandra Mariotti
Presidente di Micromacchina
info@micromacchina.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...